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DIETE DIMAGRANTi
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L'alimentazione è stata ed è oggetto di naturale interesse dal momento in cui l'uomo si è cimentato nello sport agonistico
L'alimentazione è stata ed è oggetto di naturale interesse dal momento
in cui l'uomo si è cimentato nello sport agonistico, infatti oltre a ricercare nuovi metodi di allenamento per essere al meglio della forma, prestava attenzione a tutto ciò che gli permettesse di ottenere il massimo da queste metodiche
arrivando alla conclusione che la pratica di una adeguata alimentazione, sa
na e completa, è essenziale per la pratica dello sport.
A testimonianza di ciò il vincitore della corsa veloce, « Stadio » della 28®
olimpiade (668 a. C.), lo spartano Charmis asseriva di essersi sottoposto ad
un regime alimentare a base di fichi secchi, cereali, gallette di frumento, formaggio, miele e frutta. Mentre Eurymenes di Samo, vincitore delle gare « Pesanti » (Pugilato e Pancrazio), si alimentava essenzialmente di carne, cosa
suggeritagli dal celebre filosofo e matematico Pitagora.
Altri sono propensi ad
attribuire la dieta carnea a Dromeus di Stimpalo, vincitore del « Dolico » nella
74'1 Olimpiade (484 a. C.). Questa moda ebbe tale rilevanza che gli atleti, a
seconda del tipo di specialità praticata, erano soliti consumare carni di diversa qualità: carne di toro per i lottatori e pugilatori, carne di gazzella per i saltatori e corridori. Successivamente anche i medici diedero il loro apporto per
una giusta alimentazione, da ricordare Claudio Galene medico dei gladiatori
di Pergamo, che consigliava di non bere eccessivamente durante l'allena
mento e di non abusare di carne; Fiioastro di Lemnos che facendo suo il pen
siero di Epicuro, invitava gli atleti ad usare cibi semplici.
Dopo secoli di oscurantismo, furono aboliti anche i giochi olimpici, nel
l'Ottocento gli studiosi si interessarono di nuovo di alimentazione cercando di
comprendere la sua fisiologia.
Tale conoscenza permise nel secolo ventesimo lo studio scientifico della
dieta in funzione delle diverse esigenze dei singoli atleti. Ad essa, quindi, affinchè si possano raggiungere prestazioni sportive sempre più eclatanti, deve
essere data una importanza non minore di quella attribuita al progresso delle
metodologie dell'allenamento.
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