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I diversi effetti di un cibo manifatturato rispetto ad un cibo naturale
Una patata bollita non provoca una sete particolare, perché è composta d'acqua per il 75%. Valore che scende al 45% per le patate fritte e, addirittura al 2% per quelle
chips. In più, ed è un fattore determinante in queste ultime due versioni, è
prevista una copiosa aggiunta di sale, che, come sappiamo, provoca sete. E, dopo aver sgranocchiato un pacchetto di palatine chips, di che cosa si ha
generalmente sete? Forse di acqua? Non credo proprio. Certo, dipende dai
gusti. Gin preferisce una birra, chi una coca; fatto sta che alle calorie del
grasso di condimento delle patate andiamo ad aggiungere quelle del dolcificante di una qualsiasi bibita, arrivando, In pratica, al raddoppio.
Nel caso della patata bollita malissimo che vada, ci aggiungete una piccola noce di burro per renderla più saporita. Anche in questa versione, comunque, non sfondate mai il tetto delle 100 calorie, rimanendo molto al di sotto dei valori fatti segnare invece da quelle fritte e chips.
Il confronto frutta fresca frutta sciroppata in lattina è un altro esempio clamoroso dei diversi effetti di un cibo manifatturato rispetto ad uno naturale. Una pesca come dessert è come mangiare un dolce e vi carica soltanto sessanta calorie. Il medesimo frutto sciroppato è tutt'altra cosa. Mangiate, certo, qualcosa di molto dolce, ma il tasso calorico sale a 126, vale a dire si incrementa al 100 per 100%. E - ricordatelo - il mio esempio si basa sulle pesche di minor dimensioni reperibili in commercio, perché se passiamo a quelle giganti, sfioriamo senza problemi le 170 calorie!
Vi piacciono i mirtilli freschi? Ebbene, se, in piena stagione, ne mangiate un cestino intero, incamerate soltanto 90 calorie. La stessa quantità sciroppata e zuccherata, impenna il contenuto calorico ad un valore quasi triplo: 229.
Amate il fresco gusto delle ciliege? Un cestino intero vale 82 calorie e vi consiglio di lasciarvi tentare da questi meravigliosi frutti, godibili per così poco tempo nel corso dell'anno. Ne mangiate la medesima porzione sotto sciroppo? Eccovi serviti: 210 calorie. La trasformazione del prodotto - additivi, zuccheri, sciroppo - induce una lievitazione calorica prodigiosa.
Se, poi, al posto delle ciliege sciroppate aveste preferito una fetta di crostata alla ciliegia il picco sarebbe salito a 310. Morale della favola: la differenza fra un cestino di ciliege fresche ed una fetta di torta vale la bellezza di 230 calorie. A questa stregua, siete ancora dell ' idea che non esista diversità fra un cibo lavorato e uno non lavorato? (Pensate che per smaltire il surplus calorico dovete camminare 3 - 4 chilometri?).
Con la crostata di mele il discorso non cambia. Una fettina racchiude almeno tante calorie quanto 4 mele di numero. Tenete bene a mente tutte queste indicazioni. Piuttosto di una fettina di torta mangiatevi una bella mela intera. Non avete idea di quanto ci guadagni la vostra linea - senza scordare che non sarete costretti ad allungare la vostra passeggiata giornaliera per ripristinare l'equilibrio.
A colazione mangio sovente un pompelmo a spicchi, con un apporto di 80 calorie. Lo stesso frutto sciroppato, ma in quantità dimezzata, aggiunge qualcosa come 100 calorie extra.
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